Attenti: stiamo cancellando la nostra storia

miniere 96Hanno ispirato la poetica di uomini come Alessio Di Giovanni, Salvatore Mamo, Giuseppe Pulizzi e tanti altri. Stiamo parlando delle miniere di zolfo di Cianciana. Era il 1860 quando Vincenzo Di Giovanni chiese, alla compagnia inglese Morrison Seager e, di attivare una miniera di zolfo nel territorio di Cianciana. Ben presto altre miniere furono aperte: “Falconera”, “Pipitone stradella”, “Passerello”, “Savarini” e “Passo di Sciacca”.

Da allora, nel circondario, Cianciana si identificò come paese di zolfare. La storia delle zolfare di Cianciana è intrisa anche di momenti di duri scontri sociali che portarono alla loro occupazione nel 1953, e, in quella occasione le donne scesero in campo per sostenere i loro mariti. Nel 1962 le miniere furono definitivamente chiuse. Oggi di queste miniere non ci rimane quasi nulla, è stato demolito tutto. Ma è giusto che la storia di un paese venga cancellata? Chi ha potuto permettere questo scempio? In questo modo sarà impossibile far conoscere alle generazioni future quelle che sono state le radici i storiche dei ciancianesi e far vedere come i nostri nonni e bisnonni si guadagnavano da vivere e in quali condizioni. Queste aree vanno salvaguardate, si dovrebbero creare dei percorsi e renderli visitabili. Le miniere sono un grandissimo patrimonio, rappresentano la storia di Cianciana e non possiamo permettere che venga cancellata. Cianciana è riconosciuta nelle enciclopedie, nei musei di scienze naturali di tutto il mondo come sito ricco di giacimenti di zolfo e salgemma e non sarebbe giusto che le uniche testimonianze restino quelle dei poeti Di Giovanni e Mamo che con le loro opere e i loro versi contribuiranno certamente a mantenere vivo il ricordo della dura vita di queste nostre contrade.

2 thoughts on “Attenti: stiamo cancellando la nostra storia

  1. Se è vero, ed è vero, che la storia di una comunità aiuta a costruire le
    fondamenta per un solido futuro, Noi che stiamo cancellando le testimonianze e i
    monumenti che ci tengono vivo il ricordo del nostro passato e delle nostre
    origini siamo destinati a scomparire. Un popolo senza storia è destinato a non
    essere ricordato e quindi a soccombere, questo è quello che ci hanno insegnato
    i libri di storia ed è questo quello che dobbiamo evitare a tutti costi. Io le
    vecchie miniere di zolfo le ho sempre immaginate come un monumento da custodire
    e valorizzare, non sarebbe stato tanto difficile realizzare delle statue, anche
    in cemento, che rappresentassero dei momenti di vita durante l’estrazione dello
    zolfo e la sua lavorazione, valorizzando quello che era rimasto delle opere in
    muratura, come i forni e le entrate delle miniere. Il rosticcio di zolfo
    importante materiale per la costruzione e manutenzione delle strade poteva
    essere tranquillamente prelevato, salvaguardando tutto ciò che ricordava il
    passato industriale di questa piccola comunità.

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