Cianciana tra i comuni in ritardo con i bilanci: arrivano i commissari per “sollecitare” le giunte comunali
Cianciana tra i comuni in ritardo con i bilanci: arrivano i commissari per “sollecitare” le giunte comunali

Municipio di Cianciana

Nonostante la proroga concessa fino al 30 settembre 2015, più della metà dei Comuni siciliani non hanno approvato il bilancio di previsione, documento utile all’Amministrazione per programmare le spese durante l’anno. Sono ben 256 i Comuni siciliani, tra cui figura anche quello di Cianciana, in ritardo con i termini stabiliti, motivo per cui la Regione ha nominato i commissari che dovranno “sollecitare” e, in caso di necessità, sostituire giunte e consigli.

La nomina dei commissari è comunque un atto formale che la Regione, vista l’inadempienza, deve fare affinché le giunte e i consigli accelerino i tempi.

I commissari, nominati dal neo assessore alla Funzione Pubblica, Luisa Lantieri, dovranno in un primo momento verificare se gli uffici comunali abbiano predisposto lo schema di bilancio, se tali schemi sono già stati approvati in giunta e se, eventualmente, esiste già una data in cui è stato convocato il consiglio per approvare il documento. Una funzione di controllo e di sollecito, dunque. È infatti possibile che alcuni Comuni abbiano già predisposto gli schemi e siano in attesa soltanto dei pareri dei revisori dei conti, o è oltretutto probabile che si attenda semplicemente che il documento venga approvato in aula.

E’ il caso del comune di Cianciana dove il consiglio comunale ha approvato il bilancio 2015 il 20 settembre scorso e il 28 novembre l’assessorato regionale agli enti locali ha assegnato al comune il commissario Carlo Domenico Turriciano.

Molti dei comuni “commissariati” non sono riusciti a tenere fede alle scadenze a causa del mancato trasferimento dei fondi regionali, rischiando in questo modo il “default”. La nuova normativa statale in materia di contabilità e finanza pubblica, inoltre, impone misure ancora più stringenti: dal primo gennaio 2016 saranno imposti obblighi più rigorosi per comuni e province. Gli enti locali dovranno comportarsi come le società private: se avranno fondi in cassa potranno spendere, diversamente saranno costrette a dichiarare il dissesto.

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