01 – L’arrivo a Cianciana

Dimitri arrivò a Cianciana, appena dodicenne. Viveva in Romania, a Ploiesti, a pochi chilometri dalla capitale Bucarest, con la madre e la sorella più piccola che aveva due anni in meno di lui. Il padre aveva abbandonato la famiglia quando Dimitri aveva 5 anni, per andare in cerca di fortuna in Paesi stranieri, ma da ormai sette anni non si avevano più sue notizie. La situazione economica della sua famiglia peggiorava sempre più e fu per questo motivo che Dimitri decise di partire alla ricerca di un lavoro. Con un gruppo di suoi connazionali si stabilisce in Sicilia, precisamente a Cianciana, piccolo paese dell’entroterra agrigentino di circa 3000 anime, che però dal punto di vista lavorativo non offre tantissimo. Il discorso cambia se parliamo degli immigrati che vivono in questo paese, in quanto per loro è molto più semplice accaparrarsi un lavoro e questo è dovuto ad alcuni semplicissimi fattori: accettano lavori che altri non vogliono più fare (ad esempio i lavori nei campi); lavorano tantissimo e accettano di essere pagati poco (questo induce i datori di lavoro a scegliere proprio gli immigrati a discapito dei lavoratori locali, inoltre, anche se vengono pagati poco, per loro, considerando il cambio di valuta con quello del loro Paese, il guadagno è abbastanza sufficiente). I primi giorni nel paese servirono al giovane Dimitri per trovare un piccolo appartamento in affitto. I prezzi erano abbastanza accessibili, visto le molteplici abitazioni abbandonate o comunque vuote a causa dell’emigrazione dei ciancianesi che invece, paradossalmente, hanno preferito spostarsi nel Nord-Italia in cerca di lavoro. Assieme a due suoi connazionali, Adrian e Cosmin, prende un appartamento nel quartiere San Gaetano, nella parte alta del paese. Inizia quindi la ricerca di un lavoro. I primi tempi nel nuovo paese furono durissimi, la lingua era difficile da comprendere e da imparare. Dan era un ragazzo piuttosto schivo, chiuso e timido. Dal suo viso trasparivano perfettamente questi lati del suo carattere, i suoi ricci capelli color biondo scuro quasi coprivano il volto scarno e pieno di brufoli. Camminava sempre a testa bassa quasi trascinando il passo. Temeva il giudizio altrui e aveva sempre paura che qualcuno potesse disprezzarlo per la sua condizione economica, per la sua origine. Tuttavia era un ragazzo con una gran voglia di fare, voleva costruirsi una vita dignitosa e dare una mano alla sua famiglia.


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