Risorse ambientali

Il bosco del Monte Cavallo
boscoAlle pendici del Monte Cavallo si adagia il bosco dell’ex feudo Cavallo, ricoperto della tipica vegetazione della macchia mediterranea con alberi di alto fusto, all’interno del quele è possibile praticare trekking tra i viottoli che si snodano dal Platani alle pendici del monte. Non è possibile sottrarsi al fascino che questo paesaggio selvaggio e primitivo promana; moltissime piante endematiche e una grande quantità di animali, soprattutto uccelli, dominano il bosco. In questo habitat incontaminato è possibile scoprire le splendide immagini dell’elegante Cavaliere d’Italia che nidifica solo in questo territorio.

Le Maccalube di Bissana
abissoTra i luoghi di Cianciana, in un ambiente incontaminato, è presente il fenomeno dei vulcanelli. I geologi sottolineano la peculiarità della zona immersa nel bosco di contrada Cavallo ed attraversata dal fiume Platani. A Cianciana vi sono queste sorgenti fangose dette “Abisso Grande” od occhio dell’Abisso, “Abisso Piccolo” e “Zolfatella”.

 

 

Necropoli Millàga (Pietre Cadute)
In località Millàga, sede di un antico feudo, si trovano i resti di una necropoli di incerta datazione. Le tombe sono scavate nella pietra calcarea e presentano varie dimensioni; le sepolture erano coperte da lastroni, anch’essi ricavati dalla pietra calcarea. Nella necropoli sono stati ritrovati reperti che la farebbero risalire all’epoca Imperiale Romana o Protocristiana. In seguito, quando la necropoli non fu più utilizzata, il costone roccioso fu adoperato come cava per estrarre blocchi da costruzione.

Cozzo del Turco
Area di interesse archeologico, da una prospezione superficiale si evince un insediamento Romano Imperiale – Bizantino. Alcuni reperti rinvenuti confermano che l’insediamento parte dal periodo romano che va dal I sec. a.C. al VI sec. d.C. Nella stessa zona, si rinviene una tomba a Tholos.

Le cave di zolfo
miniere 96“Falconera”, “Passerello” e “Passo di Sciacca”: queste sono alcune delle miniere che, fino al 1962, erano in attività a Cianciana. Visitarle oggi è molto interessante perchè ci mette in contatto con una realtà molto diversa da quella odierna, una realtà fatta di dolore e fatica. Sia che abbiano vissuto l’esperienza della miniera in prima persona, sia che l’abbiano conosciuta dai racconti di chi ci ha lavorato, nella memoria dei ciancianesi è vivo il ricordo della solfara, tanto da avere dedicato ai minatori un bellissimo monumento. Gaetano Di Giovanni, padre del famoso scrittore Alessio, è stato un abile amministratore delle zolfare di Cianciana e nei suoi scritti descrive efficacemente il lavoro in miniera.

Cave di Salgemma
Cianciana è conosciuta fin dai tempi antichi per la presenza delle cave di salgemma. Si ha ufficialmente notizia della salina Chincana quando fu concessa dal Re Federico III d’Aragona, nel Febbraio del 1361 a Rinaldo Crispo, figlio di Antonio, fu “legum” doctor, “iuris civilis professar”, giudice di Messina nel 1348-49, giudice della Gran Corte dal 1355 al 1374 e consigliere del Conte Francesco II Ventimiglia nel 1367 e 1375. L’ubicazione della salinaChincana si trova descritta per la prima volta nell’atto di vendita del feudo Misilcassimo, oggi ricadente nel territorio di Ribera. Dalla descrizione effettuata dei confini del feudo notiamo che essa era collocataa valle della contrada Albano. L’atto di vendita del feudo Misilcassimo veniva rogato dal notaio Gerardo Calandrino da Sciacca il 28 Dicembre 1398.

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