Archeologi tedeschi a Cianciana per studiare reperti del territorio agrigentino
Archeologi tedeschi a Cianciana per studiare reperti del territorio agrigentino

Archeologi a Cianciana

Per il sesto anno consecutivo sono tornati i giovani archeologi tedeschi dell’università di Gottingen i quali stanno studiano con una certa attenzione e con molta professionalità migliaia e miglia di reperti recuperati negli anni scorsi nelle diverse contrade di Cianciana, Alessandria della Rocca, Bivona e Santo Stefano Quisquina.

Sono tornati, sotto la guida del prof. Johannes Bergemann, grazie al progetto pluriennale finanziato dalla Fondazione Gerda-Henkel di Duesseldorf, per circa un mese durante il quale, nei locali restaurati dell’ex convento dei Frati Francescani, oggi diventati sede dell’istituendo museo archeologico di Cianciana, per analizzare i reperti ceramici, delle valli dei fiumi Platani e Magazzolo, appartenenti a varie epoche, dal Neolitico al Medioevo, raccolti nel corso di ben cinque anni di ricognizioni di superficie condotte in questo ricco territorio dell’entroterra montano agrigentino, con la collaborazione della Soprintendenza Archeologica di Agrigento.

Si tratta di otto studenti universitari dell’area di Gottingen, di due assistenti e del prof. Bergemann che si sono sistemati presso alcune abitazioni della cittadina e che quotidianamente nel salone del museo archeologico, accanto alla chiesa di Sant’Antonio, studiano i frammenti di ceramica.

Fanno parte della missione archeologica: il professor Bergemann, le assistenti dottoresse Chiara Blasetti Fantauzzi, una italiana proveniente dall’Abruzzo, Rebecca Klug, che partecipa al progetto fin dal suo inizio, gli studenti Isabel Megatli, Mario Rempe, Tobias Rendek, Anna Stumpel, Eva Treibel e Lisa Vollmer.

Stanno per arrivare dalla Germania altre due studentesse, Elisabeth Zach e Tiffany Ziegler, con il fotografo Stephan Eckardt.

Tutta l’èquipe archeologica appartiene alla “George-August Universitaet” di Gottingen, in Germania.

Il programma prevede la partecipazione al progetto di alcuni archeologi della Soprintendenza di Agrigento, del prof. Massimo Cultraro del CNR di Catania e del dott. Luca Zambito, un archeologo agrigentino specializzato nella conoscenza delle miniere di zolfo agrigentine, oggi in disuso, di cui il territorio di Cianciana è ricco.

Con una bibliografica specificatamente archeologica, gli studenti, guidati dal prof. Bergemann, mettono i frammenti ceramici a confronto con ceramiche già trovate in Sicilia e nei diversi Paesi che si affacciano nel bacino del Mare Mediterraneo, per trovare datazioni e interpretazioni più sicure.

Con questa accurata metodologia, gli studiosi analizzano il materiale, qualche centinaio di migliaia di frammenti di ceramica provenienti da circa 300 siti del territorio montano, conservati attualmente in circa 900 cassette di legno, all’interno del convento i cui locali, forniti di un sistema di sicurezza e di allarme, sono stati messi a disposizione della delegazione da parte del Comune di Cianciana.

“I primi giorni di studio del materiale – ci dice il prof. Bergemann che abbiamo incontrato assieme alle sue assistenti e agli studenti nell’ex convento davanti a tavoli ripieni di reperti, davanti a computer e a tante pubblicazioni scientifiche – hanno chiarito sensibilmente le cronologie degli insediamenti sia di epoca preistorica e protostorica, sia di età greca. Le fasi attestate dal periodo preistorico variano dal Neolitico fino all’Età del Ferro. Un sito di notevoli dimensioni nel territorio di Santo Stefano Quisquina è stato interpretato come centro con destinazione agricola, di notevole interesse in quanto posto in una situazione strategica tra le coste meridionali e settentrionali della Sicilia. La documentazione dei reperti viene corredata infine da disegni e foto. Lo stage di Cianciana ha lo scopo di preparare la pubblicazione finale dei risultati della ricerca, in corso ormai da ben cinque anni. I dati che emergeranno contribuiranno a ricostruire, tramite le fonti archeologiche, la ricca storia di questo territorio che, per l’oculato lavoro di ricerca, sentiamo anche nostro”.

Ne sono convinti il neo sindaco della cittadina Santo Alfano e il direttore del museo civico Arch. Paolo Sanzeri, il quale collabora da anni con l’èquipe tedesca, i quali hanno avuto modo di affermare: “Siamo curiosi e in grande attesa per conoscere parte della storia del nostro territorio. Abbiamo in programma di potenziare il museo archeologico che sta nascendo all’interno del quale potremo esporre i reperti della nostra civiltà millenaria per un progetto di identità, di cultura e anche di turismo e di economia”.

Il prof. Bergemann sostiene che i risultati dello studio avvieranno nuove ricerche e permetteranno di pianificare in futuro anche scavi archeologici organici nei siti più importanti dell’area agrigentina.

Vi è inoltre un notevole impegno dell’èquipe archeologica tedesca di Gottingen a creare un novo museo in maniera da rendere fruibile la ricchezza del materiale rinvenuto sia alla comunità locale che a migliaia di turisti italiani e internazionali che hanno già cominciato a visitare Cianciana e i comuni del suo comprensorio.

Articolo di Enzo Minio

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