Don Emanuele Casola nuovo arciprete di Cianciana



Serie di avvicendamenti nelle chiese agrigentine e nei ruoli diocesani. A disporle è stato il cardinale Francesco Montenegro.

A Cianciana il nuovo arciprete è Don Emanuele Casola, originario di Cattolica Eraclea, che prende il posto Don Gioacchino Zagarrì.

Chi è il nuovo parroco di Cianciana

Don Antonino Emanuele Casola di Emanuele e di Piazza Nunzia è nato a Cattolica Eraclea il 10.2.1956 ed è stato ordinato Presbitero dal Vescovo Mons. L. Bommarito il 7.12.1981 nella Chiesa Madre di Cattolica Eraclea. Non ancora sacerdote, dal 24.4.1981 ha ricoperto a Ribera l’incarico di Consulente Ecclesiastico dei Coltivatori Diretti e, dal 1°.8.1982 al 30.06.1988, di Cappellano dell’Ospedale Civile. Nella predetta città è stato, altresì, dall’1.10.1984 al 13.1.2002, Parroco di S. Domenico Savio stimato e ben voluto da tutti. In detto periodo fu, pure, Componente del Consiglio Pastorale Diocesano dal 20.3.1986 al 15.6.1990 e dal 27 Luglio 1994 Responsabile della Formazione Permanente dei Presbiteri.

Il 14 gennaio 2002 ebbe conferita la nomina di Parroco Arciprete della Matrice S. Giacomo di Ravanusa. Il successivo 9 febbraio ne prese possesso canonico. Qui, Don Casola ha portato una folata di spiritualità, predicando reiteratamente “Vi voglio tutti santi”, “Dobbiamo essere tutti santi”, e, altresì un marcato dinamismo, nel sollecitare la risoluzione delle problematiche sociali. Da buon maestro non ha atteso interventi dall’alto o da altri, bensì ha portato la propria pietruzza e quella della parrocchia alla costruzione della “maramma”.

Si è interessato alla povertà, disoccupazione, immigrati, mafia, acqua, droga, alcolismo, globalizzazione, handicap, aborto, assillanti piaghe del nostro paese, elevando pure la formazione culturale e religiosa dei ravanusani con l’intervento di istituzioni e di note personalità ecclesiali e laiche: Comunità delle Beatitudini, Medici senza Frontiere, Suore Francescane, Collegine, Apostole della Parola, P. Alex Zanotelli, P. Matthias, Don Emma, Don S. Casà, Ernesto Oliviero, Rita Borsellino ed altri. Ha diffuso, peraltro, la Parola del Signore capillarmente nei cortili, strade, piazze, abitazioni degli ammalati, siti archeologici, ex miniere e contrade varie del paese, che ha trasformato in luoghi sacri di preghiera corale e di celebrazione del mistero eucaristico. Tra le sue prime iniziative va segnalata la istituzione dell’«Oratorio S.Giacomo» nei pomeriggi dei giovedì e domeniche, e del «Doposcuola» nei pomeriggi dal lunedì al venerdì riservato ai bambini con difficoltà socio-scolastiche, affidati a personale specializzato volontario, utilizzando la palestra e i locali dell’ex Istituto Salesiano. Nel 2003, altresì, la fondazione del «Gruppo Famiglia» e del «Gruppo Giovani» avviati in un cammino formativo e spirituale comunitario.

L’arc. Casola ha anche avuto a cuore la tutela dell’edificio sacro. Su progetto dell’ing. F. Lazzaro e dell’arch. G. Muratore, finanziato dall’Ass. Reg. LL.PP., dall’ottobre 2004 al giugno 2005 sono stati effettuati i lavori di manutenzione straordinaria della chiesa e del restauro conservativo del suo prospetto. E su progetto dell’Ing. G. Musso in ordine all’abbattimento delle barriere architettoniche, è stato realizzato un decoroso accesso degli invalidi alla chiesa.

Il culto del Sacro Cuore di Gesù è stato, altresì, curato con grande impegno, celebrandone tutti gli anni in grande la festività liturgica, la seconda domenica di Giugno, senza ricorso a contributi finanziari del Comune. Nelle relative programmazioni, il notro arc. ha previsto, mostre di pittura religiosa, “fraternità nei cortili”, incontri con la comunità rumena, sit-in per problemi locali, giorno di digiuno, Santo Rosario, Via Crucis per le strade, Madonnari, cenacoli nei quartieri, veglia in chiesa e adorazione del Santissimo, S. Messa, Vespri solenni, banda cittadina, Processione per la strada dei Santi, fuochi d’artificio e concerti musicali. Nel Giugno 2005, è stata pure restaurata la meravigliosa statua lignea del Sacro Cuore, dono del popolo ravanusano per l’Anno Santo 1900, dall’arch. Aldo Vassallo di Palma M. a spese del Lions Club Ravanusa e Campobello di Licata.

L’arc. Casola, inoltre è stato il primo ad avviare, dal luglio 2002, il culto di San Giacomo Patrono della Chiesa Madre, dedicatagli nel 1632 dal barone Giacomo Bonanno, che nel passato ebbe soltanto le fugaci attenzioni dell’arc. Lentini con il quadrone “Vocazione di S. Giacomo” del 1771 di Provenzani e dell’arc. Messana con l’altro del 1982 del galatino Alberghina.

Nei giorni precedenti la festività liturgica Don Casola ha guidato un pellegrinaggio parrocchiale alla Chiesa S. Calogero di Naro, antica sede dell’hospitale S. Giacomo de Altopassu, e il 25 luglio ha portato in processione solenne il quadro di S. Giacomo. Il giorno dopo, per la festività di S. Gioacchino e S.Anna, in Piazza XXV Aprile ha dato il via alla I^ edizione della Festa dei Nonni, con un riuscitissimo recital. Nel settembre ha inaugurato, nel presbiterio della Chiesa Madre, la statua in marmo di S. Giacomo della Ditta Felici di Massa Carrara, su disegno di Angelo Rago, che ha collocato nella nicchia del prospetto della suddetta, vacante sin dai primi anni della sua costruzione. Ne ha, altresì ornato la parete sinistra con un quadrone di Giandalia, dono di un fedele, dedicato alla “Vocazione di S. Giacomo” e ha impreziosito il grandioso paravento in pino pece dell’ingresso con una artistica luminosa vetrata ad intarsio, attinente la vita del predetto santo Patrono.

Negli anni appresso, L’arc. Casola per la festività di S. Giacomo, ha programmato visite alle zolfare di Trabia-Tallarita e Muculufa, “fraternità nei cortili”, “momenti di preghiera” guidati dagli Arcivescovi pro-tempore Bommarito, Ferraro e Montenegro, fiaccolate animate per il “Centro Amico”, per il museo archeologico e la casa degli anziani, incontri con i politici e con gli emigrati, pellegrinaggi e visite a santuari di Avola, Gibilmanna, Valverde, S. G. La Punta, Camaro, Lourdes, Fatima, Santiago di Compostella.

Dal 28 Febbraio al 14 Marzo 2004, ha promosso la Missione Cittadina dei Padri Passionisti, con Catechesi e Incontri con i giovani, visite dei missionari e delle suore alle scuole, alle famiglie, agli ammalati nelle singole parrocchie e Celebrazione Penitenziale, Eucaristica, presente l’Arciv. Ferraro.

Nelle attività parrocchiali, inoltre, ha tenuto sempre a sé vicini i più poveri e derelitti e ha saputo dare impulso alle aggregazioni ecclesiali laicali: “A.C”., “Caritas”, “CAV”., “ARDES”, “Ex Allieve delle Figlie di M. Ausiliatrice”, “Grest estivo” per i ragazzi, “Ist. Orsoline”, di cui peraltro è Assistente Spirituale nella Casa Madre di Canicattì (da segnalare i pellegrinaggi da lui curati alla tomba di Angelina Tricoli morta in fama di santità), e “Comunità Neocatecumenali”, che sono divenute cinque con oltre un centinaio di iscritti. Una buona rappresentanza di essi, ha partecipato al pellegrinaggio di dieci giorni, dal 25 Luglio al 3 agosto 2002, per la “XVI Giornata Mondiale della Gioventù” a Toronto, incontrando il Papa G. Paolo II a Downsview in Canada e Kiko Argüello, loro fondatore a Midland (USA). E’ stata, altresì, presente alla “XX GMG” di Colonia, dal 16 al 21 Agosto 2005, e alla “XXIII GMG” a Sidney dal 15 al 20 Luglio 2008, nelle quali ha incontrato Papa Benedetto XVI.

Dal 2012 al 2019 ha ricoperto l’incarico di Arciprete della città di Montevago, promuovendo sempre attività di apostolato nei quartieri, nelle famiglie e tra i giovani.

Dal 19 agosto 2019 è stato nominato Arciprete dell’Unità pastorale di Cianciana.

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